Consiglio Comunale, La Ghezza (M5s): “convocazione irregolare”

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato della consigliera di opposizione Maria La Ghezza (M5s) relativo ai lavori dell’ultimo Consiglio Comunale, riunitosi in seconda convocazione giovedì 28 marzo:

“Un consiglio comunale assurdo nel merito e irregolare nel metodo”. È tranchant e non sembra ammettere repliche il commento della consigliera Maria La Ghezza (M5S) sull’assemblea tenutasi giovedì mattina. L’averlo convocato come “seduta ordinaria” senza rispettare il termine di cinque giorni liberi che deve intercorrere tra il giorno di consegna dell’avviso di convocazione e il giorgio della seduta fa sì che si vada contro ciò che prevede il Regolamento comunale e presta il fianco al Movimento 5 Stelle che proprio con la sua consigliera La Ghezza ha sollevato il caso in Aula mandando nel panico la maggioranza di Vitto e ha rappresentato il rischio di un ricorso al TAR per sentire dichiarare l’invalidità delle decisioni assunte nel corso della seduta. A sottolineare l’esistenza del rischio è stato lo stesso segretario Nunziante che ha dato ragione alla consigliera pentastellata.  A tagliare la testa al toro è stato il Presidente Franco De Donato che si è assunto la responsabilità e il consiglio comunale è andato avanti ma senza la presenza delle opposizioni che, continuando i lavori, avrebbero ratificato la validità della seduta.

Maria La Ghezza

Entrando nel merito del Consiglio comunale, sono emersi dubbi sin dal primo punto all’ordine del giorno: il ravvedimento operoso ultrannuale e lungo per i tributi locali. “Rappresenta uno strumento utile e buono per i cittadini che così possono saldare tasse non pagate in maniera più agevole ma la maggioranza si è presentata in Aula senza alcun riferimento normativo – commenta Maria La Ghezza (M5S) – Per quanto ne so, questo tipo di ravvedimento può essere applicato soltanto ai tributi erariali e non a quelli locali, e alla mia precisa domanda non è giunta alcuna replica di tipo tecnico dalla maggioranza, quella dei presunti esperti di politica, ma solo un ondivago richiamo alla potestà regolamentare dell’ente, che certamente non può porsi in contrasto con le norme di legge. Neppure alcun chiarimento è potuto pervenire dal revisore dei conti, assente in Aula, seppure giustificato. Peccato, perché su questa decisione pende la spada di Damocle della Corte dei Conti dato che col ravvedimento operoso le sanzioni si incassano in maniera ridotta”.

All’ordine del giorno anche l’approvazione delle tariffe (addizionale comunale IRPEF, TASI, IMU, TARI). “L’Amministrazione Vitto ha proposto l’ulteriore aumento delle tasse cittadine – commenta la consigliera La Ghezza (M5S) – senza portare contestualmente in discussione il bilancio di previsione e senza neppure corredare le proposte col parere dei revisori: incredibile! Come fanno i consiglieri ad approvare il cambio delle tariffe se non sanno qual è il peso delle variazioni proposte sul bilancio comunale? L’Amministrazione Vitto ha aumentato al massimo le aliquote IRPEF il giorno dopo il suo insediamento nel 2012, oggi cancella la TASI (di cui non si conosce il gettito) e aumenta l’IMU di tre punti portandola al 10,6%, ovvero al limite massimo stabilito dalla legge e solitamente utilizzato per i comuni commissariati per dissesto economico. Ma a cosa ci servono questi soldi? Cosa ne dobbiamo fare? Non si sa. Non sappiamo neppure, dopo più di un anno, a quanto ammontano gli introiti della tassa di soggiorno e quale sarà la loro destinazione”.

Non va meglio con la TARI, la tassa sui rifiuti, su cui arriva la mannaia dell’Ecotassa regionale che sale dai 12mila euro ad addirittura 80mila, mentre l’aumento di 600mila euro richiesto una tantum dalla Teknoservice lo scorso anno diventa praticamente strutturale con la conferma proposta per quest’anno. “Con la bolletta che aumenta anno dopo anno e con le premialità promesse e mai realizzate, i cittadini si sono evidentemente stancati di fare la differenziata che pertanto è scesa, facendo schizzare l’ecotassa – commenta Maria La Ghezza (M5S) – Ciò mentre a Santeramo, comune amministrato dal Sindaco Fabrizio Baldassarre (M5S), le tariffe sono scese del 9% per le utenze domestiche e del 20% per le utenze non domestiche. Otto anni fa dicemmo a Vitto di applicare una gestione dei rifiuti differente, con l’applicazione della tariffa puntuale dove davvero più ricicli e meno paghi. Oggi invece ci ritroviamo con solo nuove tasse. I B&B peraltro – prosegue la portavoce 5 Stelle – non sappiamo come vengono classificati e non si parla più dei ‘secchi fantasma’, ovvero dell’evasione della TARI pari a 1,8 milioni di euro solo nel 2015. Sollevammo questa questione sin dal 2016, l’allora vicesindaco Lomelo promise controlli e verifiche ma da allora è piombato un silenzio tombale. Ma in che mani siamo finiti?!”.

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro