De Gasperi costruttore della democrazia italiana e della nuova Europa

Sul tema “I padri della Repubblica” l’Università Popolare, giovedì 21 novembre, ha dato il via al primo degli incontri che si svilupperanno sulle figure di Alcide De Gasperi, Pietro Nenni e Palmiro Togliatti.

Giovanni Colagrande, presidente dell’Università Popolare, ha introdotto l’incontro

Nel primo appuntamento, articolato in due serate non consecutive, Antonio Calderaro ha tenuto una conversazione su “Alcide De Gasperi. Costruttore della democrazia italiana e della nuova Europa”. Nel corso della serata sono stati delineati i momenti fondamentali della vita di Alcide De Gasperi, dalla nascita fino al 1943.

De Gasperi nacque il 3 aprile del 1881 a Piave Tesino, nel Trentino dell’allora impero austro – ungarico. Dal 1898 fino al 1904 svolse un’intensa attività nel movimento studentesco cattolico trentino, che chiedeva il riconoscimento della minoranza di lingua italiana e l’istituzione di una università trentina di lingua italiana. Nel 1905, dopo la laurea in filologia moderna, assume la direzione del giornale “La Voce Cattolica” divenuto poi “Il Trentino” ed infine “Il Nuovo Trentino”.

Alcide De Gasperi

Appena trentenne fu eletto deputato con i Popolari al Congresso di Vienna, età minima per accedere al collegio della Val di Fiemme e della valle delle Dolomite. De Gasperi – che contava sul sostegno del vescovo di Trento Celestino Endrici – rappresentava una minoranza nazionale linguistica in un impero che oltre a Vienna ha in Budapest la seconda capitale, allora nel Parlamento si contavano dodici gruppi etnici e ventidue gruppi linguistici.

Antonio Calderaro durante la conversazione

L’esperienza concreta in armonia con l’universalismo cristiano porta De Gasperi sin dall’inizio del suo percorso politico a preferire,  come ha osservato Calderaro “la centralità dell’autonomia territoriale intesa come sfera di autogoverno del basso e l’assunzione del sistema parlamentare, tanto più se irrorato dal suffragio universale esteso alle donne, come modello politico più corrispondenti alle condizioni inderogabili dei tempi moderni e visto come strumento primario di riscatto dei ceti popolari”.

Iniziano nel 1914 anni terribili. Dopo l’attentato di Sarajevo con l’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando (erede al trono asburgico) e sua moglie Sofia, l’imperatore Francesco Giuseppe dichiara guerra alla Serbia aprendo così il primo conflitto mondiale; una tragedia di dimensioni immane che cambierà la storia dell’Europa. Nel 1915 De Gasperi si trasferisce a Vienna ed entra nel Comitato di soccorso per i profughi meridionali, denunciando, più tardi, al governo le condizioni disumane in cui versano i profughi.

Nell’ottobre del 1919 De Gasperi viene eletto segretario del Partito Popolare Italiano, fondato a gennaio dello stesso anno da don Luigi Sturzo.  Seguiranno periodi durissimi nella vita di De Gasperi, in contrasto con il regime fascista verrà condannato nel 1927 a 4 anni di carcere, ma grazie a mons. Endrici, uscirà dalla prigione dopo 16 mesi.

Costretto ad allontanarsi dalla politica, nel 1929 viene assunto come impiegato presso la biblioteca Vaticana, con un ruolo marginale; ma sono anni che gli permisero di riflettere e osservare gli avvenimenti politici europei e scrivere articoli sotto lo pseudonimo di “Spectator” sulla rivista vaticana. Nel biennio del 1942/43 durante il secondo conflitto mondiale scrisse insieme ad altri l’opuscolo “Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana”.

Il pubblico presente

La figura di De Gasperi – uomo che amava la giustizia sociale sempre alla ricerca di una diffusa solidarietà tra le classi sociali e all’elevazione culturale ed economica dei lavoratori – rappresenta, senz’altro, un esempio di valori che dovrebbero essere coltivati da chi ha il desiderio d’intraprendere la carriera politica, a prescindere del proprio credo religioso.

Nel prossimo incontro dell’Università Popolare, giovedì 28 novembre alle 17.00, si parlerà del tema: “Una comunità contro lo spreco alimentare”, attraverso l’esperienza pugliese del progetto Avanzi Popolo 2.0; un progetto ideato e sostenuto dall’associazione di Promozione Sociale Onlus “Farina 080”. La cittadinanza è invitata.

Silvana Algeo

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro