L’Università Popolare scopre la forza espressiva di Velazquez

Un altro incontro interessante è stato organizzato, giovedì scorso, dall’Università Popolare: il relatore ospite, prof. Pasquale Conserva, docente e pittore, ha tenuto una conversazione dal titolo “Velazquez, una vita tra arte e corte”, regalando alla platea di interessati un pomeriggio piacevolissimo.

Il prof. Pasquale Conserva racconta Velazquez all’Università Popolare

Attraverso la visione di alcune immagini delle opere, quelle più strategiche, il relatore ha delineato il percorso dell’artista spagnolo. Uomo di grande sensibilità e talento, Diego Rodriguez de Silvay Velazquez nasce a Siviglia nel 1599 e muore a Madrid nel 1660. A differenza di altri artisti dell’epoca, la sua vita si svolge a corte. La passione di Velazquez per la pittura inizia sin da subito, frequentando lo studio del pittore Francisco Herrera il Vecchio. A 12 anni, continua come apprendista con un altro maestro dell’arte di Siviglia, Francisco Pacheco, con il quale collabora per ben cinque anni.  E risalgono a quel periodo le opere “Cristo in casa di Maria e Marta” (1618), “La friggitrice di uova” (1618) e “L’adorazione dei Magi” (1619).

alcune delle opere di Velazquez riprodotte dal prof. Conserva

A diciannove anni l’artista sposa la figlia di Pacheco, Juana. E a soli 23 anni il re di Spagna Filippo IV lo nomina pittore di corte, dove rimane fino alla fine della sua esistenza, ma senza abbandonare la sua particolare sensibilità in relazione alla condizione umana del popolo. “Questo – ha osservato il prof. Conserva – lo fa diventare un grande rivoluzionario nel campo e gli attribuisce un posto d’onore nelle pagine della storia dell’arte occidentale”.

Il pubblico presente

Nel 1623 gli viene commissionato un ritratto del re Filippo IV, un’opera che trova subito il gradimento del re e del suo primo ministro Duca Conte de Olivare.  Nel corso degli anni Velazquez soggiorna anche due volte in Italia, una tappa obbligata per molti artisti dell’epoca che volevano arricchire il proprio bagaglio culturale. Nel 1649 il Papa Innocenzo X gli commissiona il suo autoritratto: nasce così il capolavoro “Ritratto di Innocenzo X”, una tra le opere più conosciute al mondo. Qui, come ha spiegato il prof. Conserva, “il protagonista non è Papa Innocenzo X, ma è lo sguardo; uno sguardo che ha una forza, un’energia, che rappresenta la forza del potere”.

Il pubblico presente

Un altro ritratto interessante, dove emerge fortemente la sensibilità dell’artista unita alla sua capacità di indagare gli aspetti psicologici e riportarli sulla tela, è “Il buffone Sebastian de Morra”. L’opera, datata 1644, è attualmente conservata nel museo del Prado a Madrid e ritrae un nano buffone di corte seduto come un burattino con un’espressione triste e severa allo stesso tempo: questo contrasterebbe un po’ con il suo ruolo ma racconta tanto, così come la posizione delle mani con i pugni chiusi.

Las meninas

Velazquez tocca l’apice con “Las meninas”. Un’opera imponente realizzata nel 1656, anch’essa conservata nel museo del Pardo di Madrid ed è tutt’ora oggetto di studio in quanto suscita moltissime interpretazioni. Al centro della scena c’è l’infanta Margherita, figlia del re Filippo IV e Marianna d’Austria, con le damigelle di corte. Sulla destra del quadro ci sono altri personaggi di corte: due nani, un cane e alle loro spalle i suoi precettori. In fondo alla sala un altro cortigiano in procinto di salire le scale, ma l’elemento che rende particolare il dipinto è proprio la presenza dell’artista e, ancora, sulla parete di fondo uno specchio dove sono riflessi i volti dei reali. Un’opera meravigliosa che evidenza ancora di più la straordinaria capacità inventiva di Velazquez, un artista considerato precursore dell’impressionismo ottocentesco, il cui stile ha fortemente influenzato l’arte di Édouard Manet e di altri pittori del XIX secolo.

Da sinistra l’ospite relatore prof. Pasquale Conserva con il presidente dell’Università Popolare, Giovanni Colagrande

Nel prossimo incontro, invece, giovedì 12 dicembre il presidente dell’Università Popolare prof. Giovanni Colagrande terrà una conversazione sul tema “Polignano: una vicenda degli anni 30”. La cittadinanza è invitata.

Silvana Algeo

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro