La “Cavalleria Rusticana” all’Università Popolare

Dopo la pausa natalizia, nel pomeriggio di ieri, giovedì 9 gennaio, l’Università Popolare ha ripreso i suoi incontri settimanali con un appuntamento dedicato all’opera “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni. A guidare l’incontro è stato Maurizio Pellegrini (regista, attore, e cantante) che ha presentato a quanti hanno partecipato il capolavoro di Mascagni e la proiezione del film del 1982 di Franco Zeffirelli, basato sulla novella omonima di Verga e sull’opera omonima di Mascagni.

Maurizio Pellegrini

“Parlare di Cavalleria rusticana– ha spiegato Maurizio Pellegrini- è raccontare la storia di un successo immediato. È il 17 maggio del 1890 quando quest’opera, in un atto unico, debutta al Teatro Costanzi di Roma”.

Dunque, prima di entrare nel vivo della trama e della proiezione, il giovane regista ha illustrato il percorso che ha preceduto l’uscita dell’opera. Nel 1888 l’editore milanese Edoardo Sonzogno decide di indire un concorso pubblico per un’opera in un atto, con in palio la messa in scena al Teatro Costanzi nella stagione successiva. Ad aggiudicarsi il premio di questo concorso, nel 1888, è il livornese, ma pugliese di adozione, Pietro Mascagni. Infatti, quando Mascagni partecipa al concorso è capo banda della banda di Cerignola. Mascagni vince il concorso con “Cavalleria rusticana” e con lui a riscrivere il libretto ci sono due poeti toscani, Giovanni Targioni – Tozzetti e Guido Menasci.

Maurizio Pellegrini mentre introduce l’opera Cavalleria Rusticana

Ma come accade molte volte “ogni grande successo porta con sè qualche guaio…”. Infatti al successo seguì una controversia in merito ai diritti d’autore tra Verga (autore del testo) e Mascagni, che aveva dato per scontata l’autorizzazione dello scrittore. Verga fa causa al giovane livornese accusandolo di plagio. Una diatriba che finí per durare all’infinito.

Il dramma di Giovanni Verga si svolge in un piccolo paese della Sicilia di fine Ottocento. I personaggi principali sono: Turiddu (giovane contadino), Alfio (un carrettiere), Lola (moglie del carrettiere), Santuzza (giovane contadina innamorata di Turiddu) e Lucia (madre di Turiddu).

“L’argomento è semplice, ma al tempo di un’attualità inaudita” ha osservato Maurizio Pellegrini, introducendo la trama dell’opera.

Nell’incontro è stato proiettato il film di Zeffirelli

Quando Turiddu torna dal militare scopre che la sua amata Lola si è sposata con Alfio, uomo che rispetto a Turiddu ha una posizione sociale migliore. Turiddu decide di vendicarsi seducendo e fidanzandosi con la giovane Santuzza, e lo fa per fare un dispetto a Lola, che ci ricasca e diventa la sua amante. Quando Santuzza scopre che Turiddu è l’amante di Lola, cerca di convincere il giovane a tornare da lei, ma non ci riesce. Poi va dalla madre del giovane, Lucia, in cerca di aiuto, ma viene rifiutata, perché è una donna disonorata. Più tardi, la madre di Turiddu, anche se stenta a credere, capisce che c’è qualcosa di vero nelle parole di Santuzza e l’accetta in casa. Quindi, quando Turiddu arriva a casa, sua madre cerca di convincerlo a lasciare la donna, ma Lola passa canticchiando per la strada e il giovane la segue. I due vanno insieme a messa, si celebra la Pasqua. Santuzza rimasta sola, racconta tutto ad Alfio.

Magistrale l’interpretazione di Elena Obratzova nel ruolo di Santuzza

Una storia che comincia in un’alba silenziosa nelle campagne siciliane, seguita da una suggestiva processione di Pasqua, e si conclude prima di sera con la morte di Turiddu, sfidato a duello da Alfio. Verga intitola la novella “Cavalleria rusticana” in quanto la vicenda è caratterizzata da comportamenti e situazioni tipiche del mondo cavalleresco in un ambiente rustico: in questa vicenda i due cavalieri in questione si sfidano a duello non con il guanto, ma con un morso all’orecchio.

Amore, gelosia, infedeltà, onore, vendetta, duello e morte, sono gli ingredienti che accompagnano l’opera, ricca di un linguaggio musicale adatto a rappresentare il senso tragico del dramma.

Il pubblico presente

L’incontro si è concluso con un caloroso applauso: graditissima la scelta dell’opera e la magnifica presentazione del regista Maurizio Pellegrini.

Nel prossimo incontro dell’UniTre, giovedì 16 gennaio alle 17.00, sarà presentata dal dott. Antonio Calderaro, la seconda e ultima parte della conversazione su De Gasperi, intitolata: “I padri della Repubblica. Alcide De Gasperi: l’europeo venuto dal futuro. Gli anni della Costituzione e del governo”. La cittadinanza è invitata.  

Silvana Algeo  

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro