Cyberbullismo: diritti e responsabilità nella rete

Mercoledì scorso nella sede del Libro Possibile Caffè si è tenuta una conversazione dal titolo “Informati e consapevoli sul Cyberbullismo: Diritti e Responsabilità nella Rete”.

L’iniziativa, organizzata dalla prof.ssa Maria Grazia Gravina (presidente della sezione UCIIM di Polignano a Mare – formatrice e referente di cyberbullismo dell’I.C. “C. Bregante- A. Volta” di Monopoli), ha visto la partecipazione della senatrice Elena Ferrara (prima firmataria e promotrici della L.71/2017 sul cyberbullismo) e del prof. Gerardo Zenga (esperto informatico in cyberbullismo) ed ha registrato le presenze dell’assessora Doriana Stoppa e della consigliera comunale Marilù Callea

Parlare di cyberbullismo significa considerare quello che è un atto aggressivo e intenzionale, condotto da una o più persone, attraverso l’utilizzo della rete. Un fenomeno, purtroppo, sempre crescente, come lo conferma la cronaca quotidiana. 

Introducendo l’argomento, la sen. Ferrara ha illustrato ai presenti come e perché è nata la legge 71/2017 rubricata “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Una legge che, per altro, è la prima in Europa sul fenomeno del cyberbullismo

Impegnata anche nel mondo dell’insegnamento, la sen. Ferrara aveva avuto come alunna alle scuole medie ad Oleggio, Carolina Picchio. La ragazzina che nel 2013 si tolse la vita a soli 14 anni, quando era al primo anno delle superiori, perché vittima della rete. Ma prima dell’estremo gesto decise di consegnare al mondo poche righe dove scrisse i nomi dei suoi aguzzini e queste parole: “Le parole fanno più male delle botte. Ma a voi non fanno male? Siete così insensibili?”. Ed è stata questa tragedia, che aveva colpito la sua ex alunna, a dare la forza alla senatrice per presentare in Parlamento il disegno di legge in materia nel lontano 2014.  

La prof.ssa Maria Grazia Gravina (presidente della sezione UCIIM di Polignano) la sen. Elena Ferrara (promotrice e prima firmataria della L.71_17) e il prof. Gerardo Zenga (esperto in informatica)

La legge, approvata nel 2017, riguarda soprattutto i minori e punta sull’aspetto educativo coinvolgendo il mondo della scuola. Infatti prevede l’istituzione di un referente o coordinatore per tutte le iniziative contro il cyberbullismo. Referente che dovrà collaborare con le forze di polizia, associazioni e centri di aggregazione in caso di bisogno. La legge, inoltre, coinvolge numerosi enti preposti in difesa del minore. 

Ma a distanza di due anni dalla sua entrata in vigore, già si discute di una eventuale modifica. Perché? A sciogliere questo interrogativo è stata la senatrice. 

“Lavorando con la Polizia Postale soprattutto, che è quella che ha le competenze anche per quanto riguarda la criminalità informatica– ha spiegato la senatrice- abbiamo capito, che le condotte ascrivibili al cyberbullismo erano diverse, ma che erano già nel nostro Codice Penale”. Infatti, il Codice Penale prevede pene per estorsione, atti di persecuzione, sostituzione di persona, etc. “C’è di tutto – ha proseguito la senatrice – quindi, non avevamo bisogno di creare una nuova fattispecie di reato, perché come ci sono i reati ci sono le pene relative e sono anche previste delle aggravanti quando la condotta è commessa per mezzo della rete (…). I ragazzi responsabili di cyberbullismo nei confronti di Carolina, nonostante non ci fosse ancora la legge, hanno avuto condanne per tutti i capi di imputazione perché si sono dichiarati responsabili dei reati. Che cosa è successo? È successo che nel dicembre del 2018 loro hanno avuto il perdono giudiziario, dopo 2 anni e 3 mesi di messa alla prova. Così l’estinzione del reato ha suscitato questa nuova polemica sulla modifica della legge”. Infatti, a gennaio 2019 sono stati depositati diversi disegni di legge al Senato e alla Camera. 

parte del pubblico presente

Se da un lato la tecnologia è utilissima, come nell’ambito della medicina, dall’altra parte l’uso di internet ha cambiato gradualmente il nostro modo di interagire con gli altri, che non è sempre sinonimo di una vera e propria comunicazione. È vero che non possiamo tornare in dietro, ma è necessario adoperare tutte le precauzioni onde evitare situazioni irreversibili. Non a caso su questo argomento il prof. Gerardo Zenga, in qualità di esperto d’informatica e socio UCIIM, insieme alla prof.ssa Gravina stanno preparando un nuovo progetto di formazione da portare all’interno delle scuole, per coniugare “i rischi e le opportunità”. 

“Noi dobbiamo lavorare con la formazione, l’esempio, e la comunicazione – ha osservato il prof. Zenga – Quindi, il percorso che abbiamo pensato con la prof.ssa Gravina è un percorso in cui abbiamo coniugato da un lato i contenuti per formare i docenti, il personale ATA, i collaboratori scolastici, e poi gli studenti, su questo fenomeno e come farlo utilizzando proprio il rischio cioè il digitale, utilizzando delle applicazioni che possono permettere ai ragazzi anche di costruire dei siti”. 

parte del pubblico presente

Un incontro interessantissimo dove sono stati sviluppati in toto, il fenomeno del cyberbullismo, i pericoli e i vantaggi della rete. 

Silvana Algeo

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro