Pasquale Pellegrini in una discussione sull’epigenetica all’UniTre

Continuano gli appuntamenti settimanali organizzati dall’Università Popolare di Polignano a Mare, che quest’anno celebra il 31º anno accademico. Nell’incontro che si è tenuto giovedì 6 febbraio, il dott. Pasquale Pellegrini, giornalista e scrittore, ha tenuto una conversazione sul tema Epigenetica. Come l’ambiente modella i nostri geni

Il presidente dell’UniTre, mentre introduce l’ospite

Come ha ricordato il presidente dell’UniTre, prof. Giovanni Colagrande, un ricco curriculum accompagna il percorso del dott. Pellegrini, giornalista da circa quarant’anni ha collaborato con numerose testate giornalistiche e da circa cinque anni scrive per “Il Corriere del Mezzogiorno”. 

Autore di diverse pubblicazioni, nel 2019 ha pubblicato, insieme al dott. Vito Antonio Amodio il libro “Scienze e spiritualità”, ma il suo è un percorso anche ricco di premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica. Parallelamente ai suoi molteplici impegni, il dott. Pellegrini è anche coordinatore dell’AMOPUGLIA Onlus sezione di Polignano a Mare. 

Nel corso dell’incontro, attraverso un excursus ricco, il relatore ha delineato dapprima i passaggi fondamentali della storia del pensiero evolutivo, sottolineando il significativo evolvere nell’ambito delle scienze naturali avvenuto tra il XVII e XVIII secolo, partendo dagli studi dello svedese Carl  Linnaeus. Ribattezzato Carlo Linneo, figura di spicco nella botanica, ha introdotto il sistema binominale: genere e specie, scoprendo che le specie avevano delle somiglianze e che potevano essere gerarchizzate, un aspetto che ha messo in discussione la teoria del fissismo, secondo cui nulla poteva cambiare, un’idea che rimanda alla concezione biblica. Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, è stato un naturalista, matematico e cosmologo francese, esponente dell’illuminismo, riuscì a mettere insieme in 36 volumi tutto ciò che si conosceva sulle scienze naturali, rendendosi conto che il mondo naturale è un mondo in continua evoluzione. Sulla base del lavoro del conte di Buffon, quando Darwin giunse nell’arcipelago delle Galapagos riuscì a catalogare numerose specie di uccelli simili. Da questi suoi studi sono emerse due cose fondamentali: che le specie erano tutte imparentate e che avevano un’origine in comune, mettendo in discussione ancora di più la creazione. Nella seconda metà dell’800 il monaco agostiniano Gregor Mendel (biologo e matematico) elaborò le 3 leggi fondamentali sulla genetica individuando così ciò che regola l’ereditarietà. Dall’altra parte anche gli studi paleontologici tracciavano un quadro evolutivo della vita sulla Terra grazie al ritrovamento dei fossili. Nel 1942 Julian Huxley fa una sintesi puntando sul fatto che le mutazioni sono casuali e la selezione è un principio cardine. Nel 1944 Oswal Avery scopre il DNA (sostanza che contiene il materiale genetico). Nel 1956 James Watson e Francis Crick scoprono la struttura del DNA. 

il pubblico

Vediamo un po’ come si riallaccia a tutto ciò è cos’è l’epigenetica? 

Il termine fu coniato nel 1942 dal biologo britannico Conrad Waddington -ha osservato il dott. Pellegrini – per dare un nome a quei processi che nonostante non fosse in grado di spiegare intuì che agivano come mediatori tra stimoli ambientali che una cellula riceve dall’esterno, frutto della sua interazione con il mezzo e le cellule circostante, e l’effetto finale sull’attività dei suoi geni”. 

Il dott. Pasquale Pellegrini, ospite relatore all’UniTre

In sintesi, come ha detto ancora il relatore: “La genetica svela il nostro destino, quello che possiamo diventare, l’epigenetica ci dice come organizzare e modificare il funzionamento dei geni nel DNA”. 

Per cui l’epigenetica, gioca un ruolo essenziale nei processi di attivazione e disattivazione dei geni, stabilisce il rapporto diretto tra ambiente, genotipo (corredo genetico ossia ciò che è scritto nel DNA) e fenotipo (insieme di tutte le caratteristiche manifestate da un organo vivente, quindi, la sua morfologia, il suo sviluppo, le sue proprietà biochimiche e fisiologiche). 

Un concetto veramente fondamentale che spiega come gli stimoli ambientali, ma anche il nostro stile di vita, esercitano la loro influenza sullo stato di salute creando non pochi effetti tra cui molte malattie, come per esempio il cancro. 

Come di consueto, il presidente dell’UniTre invita soci e simpatizzanti al prossimo incontro che si terrà giovedì 13 febbraio alle 17.00. 

Silvana Algeo

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro