Violenza di genere, Safiya resta in prima linea con colloqui a distanza

A causa della pandemia e del conseguente lockdown siamo stati tutti costretti a rimanere in casa il più possibile e a non uscire se non in caso di assoluta necessità. Per alcuni però le mura di casa possono diventare un vero e proprio inferno. Sentiamo spesso, purtroppo, in tv e nei Tg di Donne che subiscono violenza dai loro mariti o compagni e che hanno, in questa quarantena, ancora più difficoltà nel denunciare o nel cercare aiuto. Noi di Radio Incontro abbiamo, a questo proposito, voluto intervistare Annamaria Montanaro, presidente del Centro antiviolenza Safiya Onlus di Polignano a Mare, da sempre in prima linea nella lotta contro la violenza sulla donne e che anche in questo periodo non manca di fornire la propria assistenza.

Il volantino distribuito dall’ associazione Safiya

A causa del coronavirus e delle conseguenti restrizioni della libertà personale, dovute al tentativo del Governo di contenere il più possibile i contagi, molte donne sono costrette a rimanere in casa, a volte convivendo anche con mariti violenti. In questo periodo con Safiya come riuscite ad aiutare le donne che si trovano in difficoltà? Le donne vittime di violenza come possono contattarvi?

“Il centro antiviolenza Safiya continua le attività in modalità adattate all’emergenza sanitaria in corso. I colloqui con le donne che si svolgevano al centro prima della pandemia, adesso si fanno via chiamata con il cellulare oppure in videochiamata su WhatsApp. E’ possibile anche utilizzare la piattaforma Skype. Le donne che hanno bisogno di aiuto possono chiamare il numero 3332640790, il numero è attivo h24, tutti i giorni, compresi i festivi. Insieme si trova la soluzione migliore. Alcuni giudici si stanno orientando sull’allontanamento dell’uomo violento da casa . Come, secondo noi, dovrebbe essere sempre, così la donna, magari anche con figli minori, resta al sicuro a casa. Le nostre avvocate sono sempre a disposizione per consulenze legali e anche per attivare denunce e atti urgenti. Abbiamo preparato un volantino che distribuiremo nelle attività commerciali aperte e nelle farmacie, abbiamo pubblicizzato il nostro numero sulle pagine social di tutte noi. Trovarci e raggiungerci telefonicamente si può, ad esempio quando si va a fare la spesa o quando lui esce per fare la spesa.”

Ci sono dei consigli, dei suggerimenti che vorresti dare alle donne vittime di violenza, specialmente in questo momento in cui sono costrette a vivere con il loro carnefice tra le mura di casa ?

La paura della pandemia e la paura della violenza è dura da sostenere. Ci rendiamo conto che serve uno sforzo grande per prendere il cellulare e chiamare. Ma dalla violenza si può uscire anche ai tempi del coronavirus. Sempre. Consigli non ne diamo ma le donne devono sapere che non sono sole. Noi ci siamo“.

Ci sono delle strutture che potrebbero accogliere le donne che vanno via di casa, magari anche assieme ai loro figli ?

“Se le donne, con minori o senza, hanno bisogno di essere messe in sicurezza, ci sono dei protocolli nazionali che sono stati percepiti dalla nostra regione per cui i comuni hanno individuato degli alloggi per la quarantena, sempre in sicurezza, prima di essere collocate in case rifugio. Nulla è sospeso, nulla è stato trascurato. Carabinieri, polizia, prefetture, queste sono state allertate per aiutare e dare risposte alle donne che chiamano per essere aiutate. Insieme ai centri di riferimento. Ricordiamo ancora il numero del centro antiviolenza che si può chiamare h24: 3332640790. Noi ci siamo”.

Ringraziamo la presidente Annamaria Montanaro e speriamo di aver dato anche noi, nel nostro piccolo, dando voce alla sue parole, una mano alle donne che in questo momento si trovano in gravi difficoltà poiché vittime di violenza

Enrica Benedetti

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro