Ce la faremo, una canzone per sostenere la Caritas

Durante questo periodo di lockdown dovuto alle misure di contrasto alla diffusione del coronavirus, l’associazione dei consumatori Polidream Assoutenti ha ideato un progetto musicale solidale, con l’intento di raccogliere fondi per la Caritas al fine di aiutare le famiglie più fragili e bisognose. Il brano si intitola “Ce la faremo”, a cui hanno lavorato Stefano Modugno per il testo e la musica e sua moglie Angela Mannarini alla voce, con il nome d’arte di Ibrida. Una coppia di artisti nella musica e nella vita tutta polignanese, che noi di Radio Incontro abbiamo contattato per saperne di più in merito a questo progetto.

Angela Mannarini, alias Ibrida, nel video della canzone

Come e da chi è nata l’idea di incidere un brano musicale per la raccolta fondi in favore della Caritas?

L’idea dell’iniziativa benefica è nata a me, in quanto presidente dell’associazione dei consumatori Polidream Assoutenti, dopo aver ascoltato l’appello della Caritas che denunciava un aumento notevole di richieste di aiuto da parte di molte famiglie in difficoltà economiche, a causa degli effetti della diffusione del virus, che ha bloccato l’economia del Paese, e dal mancato o ritardato intervento degli aiuti promessi dal governo. Mentre il brano è stato composto da Stefano sull’onda delle emozioni scaturite dalla crisi del coronavirus e dopo varie conversazioni e riflessioni sul tema che ci sono state fra noi.

Attraverso il brano “Ce la faremo” avete voluto veicolare un messaggio di speranza per il futuro: sconfiggeremo il virus. Ma in che modo dovrà cambiare la nostra vita?

Angela Mannarini, alias Ibrida, nel video

Sì, è proprio così: col brano si è voluto veicolare un messaggio di speranza per il futuro. Anche questo virus sarà sconfitto, ma bisogna fare in modo che non ne nascano altri, a causa dei nostri cattivi stili di vita, che danneggiano il più delle volte l’ambiente fino a farlo reagire a scapito della salute umana. Questo virus (nato o meno in laboratorio) origina dal consumo di carne di pipistrello; come anche le precedenti epidemie (mucca pazza, aviaria e SARS) erano nate dal consumo di carni prima di bovini, poi di polli e infine di suini. L’esagerato consumo di carne, gli allevamenti intensivi, il mancato rispetto dei diritti elementari degli animali sono alla base di tutte le ultime pandemie, e quindi il primo cambiamento da operare è quello di rispettare ogni tipo di vita esistente sul pianeta. Lo stesso dicasi per l’ inquinamento che stiamo producendo con l’eccessivo utilizzo di combustibili fossili, di automobili, di caldaie e di climatizzatori, che sfruttano le risorse naturali in modo selvaggio e non sostenibile; ma gli esempi possono essere infiniti. Dobbiamo comprendere che l’uomo è solo un ospite del pianeta, non il padrone.

In che modalità avviene la raccolta dei fondi? Come si può donare in favore della Caritas?

La raccolta dei fondi avviene con la modalità classica del bonifico direttamente sul conto corrente della Caritas della Parrocchia S. Antonio di Polignano a Mare; e l’iban si può trovare andando su facebook, nel messaggio riportato sotto al video.

A chi saranno destinati i fondi raccolti?

I fondi raccolti saranno destinati alle famiglie in difficoltà e saranno gestiti direttamente dal Parroco Don Pinuccio, al quale rivolgiamo i nostri ringraziamenti e la nostra solidarietà per tutto quello che fa. Invitiamo tutti coloro che visualizzano il brano (in soli due giorni sono stati più di mille!), e soprattutto quelli che oggi non hanno perso né il lavoro né lo stipendio o la pensione, a donare anche una piccola cifra alla Caritas: in questo momento è davvero importante aiutare chi è indietro! Cogliamo l’occasione anche per ringraziare Michele Roppo, che ha realizzato del tutto gratuitamente questo splendido video.

Il vostro comunicato stampa termina con una frase molto bella, affermate che è necessaria una “nuova alleanza fra l’uomo e la terra di cui è solo uno dei tanti ospiti, non il padrone”. Infatti in questi mesi di lockdown abbiamo potuto notare di come la natura si sia ripresa i suoi spazi, penso ad esempio, ai tanti animali che hanno invaso le strade delle nostre città. Il guaio dunque sarebbe quello di tornare alla normalità senza aver imparato nulla da questa storia. Ma come possiamo non dimenticare? Quali sono i piccoli gesti che ciascuno di noi può fare per rispettare il posto in cui viviamo?

I piccoli grandi gesti che possiamo fare come consumatori per rispettare la nostra casa, cioè il pianeta, e per rispettarci si traducono nella spesa quotidiana e in tutti gli acquisti che facciamo: dietro qualsiasi prodotto che acquistiamo c’è un’azienda che produce in modo sostenibile o no; scegliamo l’azienda che è attenta a tutelare l’ambiente, noi consumatori e i diritti dei lavoratori e degli animali. Per esempio, la nostra associazione, insieme ad altri organismi ambientalisti, con azioni di boicottaggio e di informazione ha ottenuto l’importante vittoria dell’abbandono dell’uso dell’olio di palma da parte della quasi totalità delle aziende, interrompendo così una selvaggia deforestazione e il massacro di tanti animali.  Un altro esempio è dato dallo sfruttamento di lavoro minorile in molte parti dell’Africa per l’estrazione di un minerale, il coltan, con cui si fabbricano i cellulari che amiamo tanto; quindi quando li compriamo ci rendiamo complici di questo sfruttamento. L’alternativa c’è, perché sono nati i primi smartphone 100% sostenibili, senza l’uso di coltan. Quindi occorre fare acquisti etico-sostenibili e la prima cosa da fare è leggere le etichette, non solo quelle degli alimenti, ma anche quelle dell’abbigliamento, dei cellulari, degli elettrodomestici e di ogni tipo di merce. La nostra associazione da 30 anni non solo dà ogni tipo di consulenza ed assistenza ai singoli consumatori, ma sviluppa varie campagne informative e di educazione al consumo consapevole, e quindi si può venire dalla Polidream per poter riconoscere i prodotti ecosostenibili. Noi consumatori possiamo essere i protagonisti del cambiamento e della sconfitta del coronavirus!

Enrica Benedetti

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro