La Pro Loco al fianco di Ad Libitum per descrivere i luoghi dei concerti

Domenica scorsa è finalmente tornata la rassegna musicale Ad Libitum, organizzata da Epos Teatro e giunta alla sua sesta edizione (vedi qui l’intervista a Maurizio Pellegrini e Piero Rotolo). E per il terzo anno consecutivo ad accompagnare la manifestazione vi è lo staff della Pro Loco “F. F. Favale” di Polignano a Mare che in apertura descrive al pubblico i luoghi storici che via via ospitano i vari eventi dell’ampia programmazione.

Maria Carone

Di questa solida collaborazione, nata appunto tre anni fa, ci spiega il presidente della Pro Loco, Tommaso Colagrande: “Ho pensato sin da subito che fosse un’idea straordinaria, abbinare la musica alla storia dei luoghi. E così a distanza di tre anni la formula si ripete ad ogni appuntamento. Una sorta di benvenuto che permette agli spettatori di vivere con consapevolezza non solo l’arte ascoltata (la musica) ma anche quella osservata nei luoghi dell’evento. Devo ringraziare Maurizio Pellegrini che ci coinvolge con entusiasmo in questa iniziativa permettendo alla Pro Loco di esserne parte attiva e soprattutto consentendoci di diffondere la memoria storica dei luoghi (le chiese, ma non solo!) che caratterizzano il nostro paese. Come in ogni cosa che “funziona”, anche in questa collaborazione con l’associazione Epos Teatro, il merito è sempre delle persone che con dedizione offrono la loro professionalità e le loro conoscenze alla comunità; pertanto è doveroso ringraziare le nostre socie Isa e Maria per la competenza e l’entusiasmo che ci mettono”.

il presidente della Pro Loco, Tommaso Colagrande

Una collaborazione che, come accennato dal presidente Colagrande, vede il contributo, in forma alternata, di Isa Pedote e Maria Carone. Sono loro che ci guidano in questo viaggio suggestivo alla scoperta dei luoghi densi di testimonianze storiche e artistiche significative. Alcune volte pur essendo luoghi a noi familiari, in essi riscopriamo di volta in volta la loro bellezza, nel senso ampio del termine, attraverso una descrizione attenta e, soprattutto, in cui traspare l’amore delle relatrici. Ed è proprio l’amore con cui ci guidano Isa e Maria che ci sollecita ad uno sguardo diverso, accompagnandoci verso una esperienza intensa, accorciando le distanze tra il passato e il presente, invitandoci a mantenere saldo il senso di appartenenza, spronandoci ad apprezzare e non dimenticare il patrimonio immenso che possediamo, talvolta poco valorizzato. 

Ma di questo sguardo, che in un certo senso si rinnova ogni volta, dobbiamo ringraziare le attente interpreti, Isa e Maria, che ogni volta ci regalano tante belle emozioni. Ma qual è il segreto che fa riaccendere di volta in volta la curiosità nella platea e la coinvolge al punto tale, come abbiamo visto più volte, di attendere la fine del concerto per approfondire o sciogliere qualche curiosità insieme alle curatrici? Una domanda che abbiamo rivolto a Isa e Maria.  

Isa Pedote (foto di repertorio)

“Se c’è un segreto che rende unico ogni incontro – dice Isa Pedote – è lo stupore e la meraviglia che noi stessi proviamo di fronte alle opere d’arte e ai luoghi di interesse storico – culturale. Conoscere la storia o approfondire aspetti anche nascosti, ci fa guardare con occhi nuovi e sempre con maggiore entusiasmo i tesori artistici o culturali che la nostra cittadina offre. È bello condividere con il pubblico la conoscenza per far incuriosire e chissà, anche per invogliare a ricercare o approfondire. Siamo consapevoli che così nascono occhi nuovi con cui guardare ciò che ci circonda per poter rispettare e valorizzare questi tesori”.

foto di repertorio (2019) con Epos Teatro che apre per la prima volta nella storia il chiostro storico

“Quando tre anni fa Maurizio ci ha coinvolto nel suo progetto – spiega Maria Carone- personalmente ho aderito con convinzione ed entusiasmo, nella consapevolezza che “cultura chiama cultura”, a qualsiasi livello sia essa proposta. Come Pro Loco ci siamo sempre occupati di promuovere il nostro territorio e ogni sua traccia: tradizione popolare, arte e architettura nelle chiese, la ruralità delle masserie. Ci siamo impegnati in progetti che volevano avere ampio respiro e in parte ci siamo riusciti, pur se spesso in solitudine. La presenza e l’approvazione di Ad Libitum ci hanno fatto comprendere che la gente, i cittadini, hanno quanto mai bisogno di noi, hanno sete di sapere, di conoscere le proprie radici, e hai ragione quando dici che ogni volta sembra la prima volta. Un po’ perché alcuni interlocutori cambiano, ma soprattutto perché quando anche ci accorgiamo che spesso sono sempre gli stessi a seguirci, li troviamo entusiasti, e i loro sguardi rapiti ne sono un esempio lampante. Tu mi chiedi qual sia il segreto…non so se esiste un segreto, ma se fai quello che ti piace fare, l’amore che ci metti le persone lo percepiscono. E poi, in un campo come il nostro, nulla mai resta sempre uguale, si tratta pur sempre di “ricerca” e quindi di “scoperta”, e anche noi non finiamo mai di imparare, e quindi di offrire. Il mio più sincero auspicio è che  in un prossimo futuro la nostra associazione non sia lasciata sola, ma perché questo succeda dobbiamo tornare a essere visibili. Detto questo, come ci piace sempre dire: NOI CI SIAMO”.

Silvana Algeo

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro