Evviva! San Vito!, il progetto del graphic designer Laselva

In questi giorni sui social ci ha colpito la presenza di una iconografia di San Vito riletta in chiave pop-contemporanea. A realizzarla è stato il nostro concittadino Giuseppe Laselva, graphic designer e animatore pugliese.

Laselva, formatosi tra Bari e Urbino, vanta numerose collaborazioni nel campo del cinema, della musica e dell’arte, oltre ad una serie di riconoscimenti tra cui la vittoria alla prestigiosa edizione 2010 del Roma Europa Web Factory (REWF 2009-2010) promossa da Telecom Italia e Fondazione Romaeuropa, nella categoria spot, con “We Want Rewf 2.0, il premio internazionale “Unicef- Frimousses de Crèatures”, il Faber 2013 e 2016 con l’animazione “Natura di Stoffa” (successvamente selezionata al BiF&ST 2012) e Pv8/What’s on. Il suo lavoro animato “Come Burattini”, sulle note di Mirko Signorile, tra l’altro risulta tra gli otto migliori lavori di animazione italiani nella sezione Italian Mix del VIEW FEST 2014 di Torino. E, come detto, nell’ultimo periodo si è dedicato al progetto “Evviva!San Vito!”, un tributo di design dedicato al nostro Santo Patrono. Per questo noi di Radio Incontro siamo andati ad intervistarlo.

L’opera realizzata dal graphic design Giuseppe Laselva

Da dove nasce il progetto “Evviva! San Vito”? Quando e perché hai deciso di dedicare una tua opera al nostro santo patrono?

“Il progetto nasce innanzitutto dal fatto che sono polignanese e il ricordo di questo Santo è vivido nella mia memoria. Oltre all’aspetto religioso, mi ha sempre affascinato l’aspetto folkloristico che si crea attorno alla figura del santo. In questi mesi abbiamo approfittato per pensare ad una idea di grafica e ne è venuta fuori quella che vedete: siamo sempre abituati a vedere San Vito nelle vesti dell’iconografia classica, quindi abbiamo voluto rilanciare l’immagine del santo attraverso questo progetto Evviva!San Vito! Non sono da solo perché io sono la mente creativa, poi c’è Gianni L’Abbate che si occupa della parte della promozione e poi c’è anche una parte multimediale. E’ un progetto completo, non ci sono solo del gadget e dei poster ma ci sono anche dei contenuti multimediali che si possono visionare sulla pagina ufficiale o sul sito. Sono dei piccoli video che vedono la partecipazione di Giorgio Carofiglio che li ha musicati e poi c’è la partnership di Stampasud che si occupa della produzione dei materiali cartacei e dei diversi oggetti.”

In realtà lo stile dell’opera è diverso dalle iconografie tradizionali di San Vito. L’arte può aiutare la tradizione religiosa ad evolversi ed essere maggiormente riconosciuta anche nel mondo contemporaneo?

Di certo, l’idea era quella di rilanciare un’icona classica, religiosa legata a generazioni comunque molto diverse dalla mia, cercare di attualizzarla e dargli un contesto contemporaneo. Quindi io ho cercato di dare un mio contributo creativo e grafico ma poi, come ho detto, nelle clip c’è la chiave audio che è molto moderna e contemporanea, con suoni elettronici e poi sfruttiamo anche un canale che è quello social e web che ci aiuta a divulgare la creazione del progetto”.

Hai scelto di presentare la tua opera in due versioni una nera e l’altra bianca, c’è una ragione particolare per la scelta di questi due colori?

Le opere che vedi in bianco e nero sono solo le prime due grafiche che usciranno in edizione limitata dei poster, ce ne saranno altri: vedremo San Vito in altre vesti,sempre in chiave pop ma non solo, anche attraverso una lettura grafica e molto originale rispetto a quella a cui siamo abituati. Quindi non si tratta solo di due versioni in bianco e nero, questa è la punta dell’iceberg perché vedranno la luce altre grafiche, come si evince anche dalla pagina, ci sono diverse grafiche sempre in chiave pop del Santo”.

Nella presentazione, consideri il tuo progetto come “un sottile equilibrio tra sacro e profano”. Puoi spiegarci questa frase, cosa è sacro, cosa è profano per te, nella tua opera?

“L’icona di San Vito,parlo dal mio personale punto di vista, non è qualcosa di strettamente religioso perché si tratta di una figura intorno alla quale si uniscono diverse persone, diverse estrazioni socio culturali e quindi è una tradizione che fa da collante e questo aspetto mi piace molto. C’è l’aspetto folkloristico, sociale che va al di là dell’aspetto religioso in sé per sé, c’è una vera e propria poesia che si lega alla figura di San Vito: è poetica l’immagine del Santo che viene trasportato in barca attraverso una processione molto suggestiva in questo scenario blu e Polignano che fa da cornice a tutto questo. E’ una delle immagini più suggestive che ha caratterizzato il mio immaginario. Quindi l’idea che questa tradizione venga coltivata e trasmessa alle nuove generazioni attraverso una nuova formula mi intrigava parecchio”.

San Vito e precisamente, il nostro San Vito di Polignano, è venerato anche in molti paesi del mondo, in modo particolare nella comunità di italiani presenti in Brasile da generazioni. Hai avuto dei riscontri anche da parte loro? Hanno apprezzato il tuo lavoro?

San Vito è una figura trasversale anche dal punto di vista geografico. Ho avuto la fortuna di fare un lavoro con l’attore Vito Facciolla, il progetto si chiama “Vitus” ed ho scoperto molto. San Vito è una figura che è venerata in molte località italiane: Calabria, Sicilia, Puglia, ma anche al Nord e anche e soprattutto in Brasile. C’è stata grande curiosità da parte della comunità polignanese presente a San Paolo e dell’associazione brasiliana che si occupa della festa di San Vito, che si è interessata al progetto ed ha voluto due esemplari dell’opera. Ci siamo sorpresi molto per il modo in cui si crea questo filo conduttore, questa unione tra le persone intorno a dei simboli culturali, non solo religiosi. San Vito rappresenta un ponte immaginario tra l’Italia e il Brasile dove la comunità polignanese e quasi 3 o 4 volte superiore a quella della nostra cittadina”.

Quello di Evviva San Vito è un progetto volto alla valorizzazione cattolica e socio culturale della figura del Santo. Ci saranno altri progetti come questo?

Questo progetto vedrà la sua evoluzione nei prossimi mesi attraverso forme più originali ma il nostro obiettivo è quello di produrre degli oggetti di design e San Vito sarà l’ elemento da valorizzare, ci piace giocare su questo doppio binario il design, la grafica, che fa da contenitore e vettore per la conservazione della tradizione e del folklore. Doneremo anche il nostro contributo grafico, laddove ce ne sarà bisogno, al Comitato festa patronale di Polignano, sperando che il prossimo hanno possa essere migliore. Quest’ anno purtroppo ci saranno delle restrizioni dovute all’emergenza Covid-19 per la festa di San Vito: ecco il progetto è una sorta di celebrazione virtuale e digitale di quello che quest’ anno verrà probabilmente a mancare a causa delle restrizioni dovute al coronavirus”.

Enrica Benedetti

Autore dell'articolo: Redazione Radio Incontro